La storia di Luciano, mangiafuoco mancato.

Vetrina Canella

Da alcuni giorni, grazie alle Vetrine d’Autore, è “rinata” la Galleria Bortolotto, la galleria che negli anni ’60, ’70, ’80 è stata il centro della vita sandonatese.
Le Vetrine d’Autore sono state dedicate ad alcuni personaggi famosi di San Donà tra i quali il nostro papà.

La vetrina di Luciano Canella racchiude alcuni pezzi storici recuperati nella nostra soffitta, che riflettono le sue grandi passioni: il cinema (il proiettore cinematografico “Cinemeccanica Victoria Quattro I del 1938), il tennis (le sue racchette), e naturalmente il vino (sei bottiglie in legno, alte più di due metri, del 1958).

Ma il pezzo più simpatico è la foto di quando papà era un ragazzino con la spiegazioni:

La storia di Luciano, mangiafuoco mancato.

Giovanna, durante la Guerra, gestiva l’ Osteria del Forte del ’48.

Suo figlio, Luciano, sapeva che doveva pensare di fare qualcosa nella sua vita, ma l’idea di aiutare sua mamma in Osteria non gli piaceva. Le osterie di allora non erano dei bei posti; piene di fumo, si serviva vino di bassa qualità tutt’al più rosso o bianco. Gli uomini ci andavano per riempirsi di “ombre” e per “battere la carta”.

Luciano invece sognava di andarsene.

Allora uno dei pochi divertimenti era lo spettacolo del Circo.

Quando arrivava in città era un avvenimento che veniva annunciato giorni prima, anche facendo passeggiare gli elefanti per le vie del centro.

E così a Luciano venne la grande idea : andarsene con il Circo.

Ma per fare questo bisognava saper fare qualcosa. Scartata l’ipotesi di fare il clown, il ballerino, o il saltimbanco, la scelta cadde su : “ il mangiafuoco “.

Detto fatto, si procurò una tanica di benzina per esercitarsi… e il risultato è quello che si vede in questa vecchia fotografia.

Allora pensò che sarebbe stato megio aiutare sua mamma in osteria. Per fortuna. E così iniziò la storia dei suoi vini…